Cara presidente,
uno dei miei tre figli si è laureato ieri in ingegneria. Le mie lacrime intrattenibili di gioia velavano, ma non potevano non vedere, in rapida sequenza, tutte le fatiche e le mortificazioni susseguitesi negli anni che hanno preceduto questo traguardo. Insieme al rammarico per gli altri due, che hanno ceduto sotto il peso delle difficoltà di farsi strada dignitosamente, arrancando tra espedienti e grandi incognite sul loro futuro.
Per questo un pensiero sentito va a tutte le famiglie ADHD, e a tutti voi che le aiutate, agli scogli difficili da vedere e da condividere per chi non si vi si incaglia in continuazione.
E anche ai ciechi terapeuti che non vedendo, o comunque non sapendo guidare, rendono la navigazione ancora più difficile e facilitano naufragi evitabili.
Un caro saluto
SB
Gentile Dottoressa,
desidero ringraziarLa con parole che, lo sento, non potranno mai essere abbastanza, ma che nascono da un luogo autentico e finalmente riconosciuto.
Lei ha dato forma a ciò che per anni è rimasto informe, confuso, frainteso. Ha dato un nome non per ridurre, ma per restituire dignità. Perché capire come si funziona non è un dettaglio clinico, ma il primo atto di salvezza possibile. È il momento in cui si smette di chiedersi “perché sono così?” e si inizia finalmente a dire “ecco perché”.
Oggi la fatica c’è ancora. È reale. Ma non è più cieca.
Adesso ho un perché.
E questo cambia tutto.
Il come verrà, passo dopo passo (gradatim), come ogni cosa vera.
La consapevolezza di una neurodivergenza (ADHD e autismo di primo livello) non mi ha sottratto valore, ma me lo ha restituito. Ha dissolto la paura più grande, quella di essere sbagliata. Al suo posto è nata una coscienza nuova e ferma: non sono difettosa, sono differente. E in questa differenza, come Lei mi ha aiutata a vedere, esistono aree di forza straordinarie.
Comprendere che più funzionamenti possono coesistere nello stesso individuo (quella che spesso viene definita twice exceptional) è stato per me fondamentale. Non si tratta di una contraddizione, ma di una compresenza: fragilità e talento, difficoltà e potenziale elevato che convivono e si influenzano reciprocamente. Se l’ADHD non avesse richiesto tanta energia per essere gestito, se l’attenzione non fosse stata costantemente impegnata nella regolazione, forse, altri livelli e altri indici avrebbero potuto esprimersi prima e con maggiore libertà, lasciando emergere un potenziale che oggi riconosco come profondo e, in alcune aree, persino geniale.
Ma ogni tempo ha la sua verità (tempus opportunum). E questo, oggi, è il mio.
Scoprirmi così, fragile e fortissima insieme, non è stato un etichettarmi, ma un ricompormi. Lei non mi ha spiegato chi sono, mi ha aiutata a riconoscerlo.
In questo tempo di Avvento, che è attesa e promessa, desidero farLe gli auguri più sinceri di Natale. Che la nascita di Cristo Salvatore (Adventus Domini) continui a essere segno di luce che entra dove prima c’era solo buio, di senso che prende carne, di verità che non giudica ma redime.
Perché, in fondo, è questo che Lei fa: accompagna le persone verso una nascita nuova.
E io gliene sarò sempre grata.
Natascia